Il crowdfunding per la Buona Scuola

Le buone idee hanno bisogno di strumenti, non solo di incoraggiamenti. È questa, in sintesi, la filosofia che anima un protocollo con Fastweb ed Eppela che il Ministero ha siglato pochi giorni fa: i progetti innovativi più promettenti, dalle applicazioni utili all’apprendimento ai corsi di coding, dalle iniziative formative sull’utilizzo responsabile di internet ai canali per il dialogo scuola-famiglia, saranno sostenuti attraverso “collette digitali” (crowdfunding) la cui raccolta sarà incoraggiata grazie ad un cofinanziamento che “scatterà” quando la colletta avrà permesso di raccogliere il 50% del budget previsto per il singolo progetto presentato dalla scuola.

Il protocollo vale, complessivamente, un milione e mezzo di euro (da utilizzare nell’arco di un triennio), e rappresenta un primo caso importante perché si spera che serva a “sdoganare” anche nel mondo della scuola questo strumento sempre più diffuso nel mondo dell’innovazione, anzitutto sociale.

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Crowdfunding, immagine presa da Google

Un protocollo che segna un’altra tappa di un percorso lungo e articolato su cui siamo al lavoro da tempo, e che restituisce concretamente un esempio di Pubblica Amministrazione che ogni giorno cerca di coniugare attuazione e innovazione.

È solo un protocollo”, potrebbe dire qualcuno. Vero. Ma è il primo, ed ha quindi un valore enorme, perché rappresenta la differenza tra 0 e 1, che è maggiore di quella tra 1 e 2, o tra 2 e 3, dal momento che mostra plasticamente da che parte di campo stiamo tra il “si può sperimentare” (e quindi si può anche replicare) e il più classico “non si può fare”.

Lo avevamo scritto nel rapporto su “”:

(…) L’investimento nella scuola non deve essere considerato solo una voce di spesa della PA, ma uno sforzo di tutto il Paese nel costruire il suo futuro. Crediamo che le risorse pubbliche debbano servire anche per fare leva e attrarre sulla scuola molte risorse private, aumentando il legame delle scuole con le comunità locali e con il mondo del lavoro.

Anche il parte dalla stessa filosofia: l’intera società prende parte al processo di innovazione della scuola. La cornice e tutto il pacchetto di azioni che il Ministero sta disegnando e attuando avranno di per sé un impatto significativo, ma cambieranno radicalmente e in meglio la nostra scuola solo se nel frattempo funzioneranno da innesco. Ossia, se cambierà la società mentre cambia la scuola, e viceversa.

Siamo un Paese di territori diversi, ognuno con il suo orgoglio, le sue peculiarità, la sua forza: dalla connessione con il tessuto economico, sociale e culturale dell’area in cui si trova, ogni scuola “estrae” valore e lo dissemina. Con misure come questa proviamo a mettere a frutto la generosità delle comunità, che non è solo dare, ma anzitutto partecipare.

In concreto, le istituzioni scolastiche potranno presentare un loro progetto innovativo e coerente con il Piano Nazionale Scuola Digitale. I progetti selezionati potranno essere finanziati mediante il crowdfunding della piattaforma . Se avranno raccolto dalla rete il 50% del budget richiesto per la loro realizzazione, verranno cofinanziati a fondo perduto da Fastweb per il restante 50% (fino a un massimo di 10 mila euro). La proprietà rimarrà alla scuola che propone il progetto.

I progetti finanziati saranno inoltre seguiti per un anno dal team di Fastweb ed Eppela, con consigli e indicazioni utili per il loro avviamento e la loro valorizzazione. L’esperienza di ogni scuola sarà raccontata attraverso i canali di comunicazione dei due partner in collaborazione con il Ministero, aumentando in questo modo la visibilità delle idee e la possibilità che altre scuole partecipino alle iniziative.

Faremo tutto questo attraverso il sistema , uno strumento pensato come una casa di vetro aperta a tutti che consente ad aziende, associazioni, enti e fondazioni di concorrere all’attuazione delle azioni individuate dal Piano Nazionale Scuola Digitale. Parole d’ordine: trasparenza e imprenditorialità. Per fare in modo che la progettualità di una comunità educativa incontri la fiducia di una moltitudine di “tifosi” disposti a mettere un piccolo contributo per ottenere un risultato che fino a ieri sarebbe stato impossibile anche solo da immaginare.

P.S. Agli studenti, ai docenti, ai dirigenti scolastici e alle famiglie che abbiano voglia di familiarizzare con il crowdfunding, consiglio questa presentazione di Dino Amenduni su “cosa è importante sapere” prima di iniziare una campagna, e che racconta un caso di successo.

Cosa c’è da sapere prima di iniziare una campagna di crowdfunding

Trovate a questo link il .

il tweet di @MIURsocial

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Deputato, membro Commissione VII (Cultura, Scienza, e Istruzione) e Intergruppo parlamentare su IA. Co-fondatore di Movimenta. Il resto qui:

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