Image for post
Image for post

Intervento di Alessandro Fusacchia all’Assemblea di Movimenta (Roma, 25 luglio 2020)

Questo è il mio ultimo giorno da Segretario di Movimenta.

Abbiamo appena votato una Carta dei Valori che dice cosa ci unisce e come vogliamo stare insieme; un nuovo Statuto che chiarisce che siamo una “piattaforma politica innovativa progressista, ecologista, femminista, europeista” che interviene su istruzione e mobilità sociale, che ne riforma profondamente la governance, con l’elezione di un Comitato direttivo che a sua volta elegge due portavoce, che apre all’affiliazione di associazioni tematiche e territoriali. Abbiamo deciso formalmente come Assemblea che Movimenta sosterrà, se ci saranno le condizioni e valutando caso per caso, singoli candidati o candidate alle elezioni regionali e amministrative. Di tutto questo lavoro fatto insieme sono oggi profondamente orgoglioso.

Tre anni fa abbiamo cominciato creando un’associazione politica formalmente collegata a Radicali Italiani; abbiamo poi contribuito a far nascere una lista europeista alle elezioni politiche del 2018; a quelle elezioni e alle europee dell’anno dopo ci siamo candidati; abbiamo osservato la trasformazione della lista in partito, con molti soci di Movimenta e tanti altri incontrati lungo il cammino abbiamo provato a dare a quel partito contenuti e metodi che ne facessero un luogo politico diverso e chiaramente ancorato ai valori progressisti e social-liberali. Non ci siamo riusciti.

Abbiamo deciso di fare una chiara scelta di campo quando la scorsa estate si è formata una nuova maggioranza a sostegno del Conte II. Ci siamo accorti però che rischiavamo di passare “dal Governo della paura al Governo che aveva paura di tutto”. In poco tempo, Movimenta è diventato il luogo dove far confluire 5x5, un’iniziativa parlamentare fatta con altri quattro parlamentari di partiti diversi della maggioranza: è successo perché abbiamo offerto una piattaforma aperta, stabile e strutturata, per confrontarsi e sviluppare iniziativa politica.

Poi è arrivato il Covid-19 e sarebbe stato facile perdersi, non avremmo neppure avuto bisogno di una scusa. E invece abbiamo continuato a trovarci, e quello che sta succedendo qui oggi testimonia che siamo anche riusciti a ritrovarci.

Sarebbe ingeneroso provare a rifare la storia di questi tre anni. Così come sarebbe difficile e probabilmente prematuro fare un bilancio.

Il bilancio vero di questi primi tre anni lo faremo tra qualche mese, o più probabilmente tra qualche anno, quando quello che abbiamo fatto finora, e in particolare quello che abbiamo seminato in questi ultimi mesi, germoglierà.

Per questo ho pensato di condividere con voi, prima dell’elezione del nuovo direttivo e del dibattito con Fabrizio Barca, Giorgio Gori e i tanti altri ospiti, due riflessioni puntuali.

La prima riguarda tre cose che ho capito di questi tre anni; la seconda tre cose che ci raccomando per i prossimi tre, e che personalmente userò per misurare la bontà di quello che saremo riusciti (o meno) a costruire.

So una cosa: ci abbiamo messo un po’ di tempo, probabilmente più di quanto avevamo immaginato.

Ma oggi siamo in quota. Senza motore, come un aliante.

Dobbiamo solo sentire e tagliare il vento.

3 cose che ho capito negli ultimi 3 anni

1 | In tanti, nuovi alla politica, abbiamo avvertito in questi anni il desiderio e l’impellenza di impegnarci in politica: molti di noi e di coloro che abbiamo conosciuto o intercettato erano e sono anche particolarmente insofferenti alla politica di sempre e ai politici di sempre. Movimenta ha provato a costruire, e da oggi dovrà offrire, uno spazio nuovo, aperto, bello, fresco, potenzialmente dirompente. Un luogo nuovo. A lungo però abbiamo fatto l’errore di pensare che le persone si attraessero e attivassero dicendo loro che ci mettevamo insieme per “cambiare l’Italia”. Che bastasse questo desiderio generico. Ecco: le persone hanno a cuore cause. Battaglie specifiche. Bisogna attrarle, portarle a bordo e mobilitarle sulla base di questo. Incidentalmente, questo aiuta anche a rendere più riconoscibile chi sei e perché lo fai.

2 | Non ci siamo abbastanza fidati delle nostre intuizioni. Ne abbiamo avuta più di una, sin dai tempi del nostro debutto in società a Cinecittà nell’ottobre del 2017. Se solo penso ai temi su cui avevamo deciso di concentrarci! Raramente, però, queste intuizioni le abbiamo seguite fino in fondo. Non ci abbiamo mai creduto abbastanza? Non lo so. Ne abbiamo forse avute troppe, e non abbiamo mai accettato di sceglierne poche per diventare noi quelle intuizioni, quelle battaglie. Politica è anche stare sul dibattito, provare a diventare parte della conversazione quotidiana. Ma è anzitutto costruire latenza, seguire lo stesso problema per settimane, mesi, anni. In politica — e forse vale per la vita in generale — non c’è niente di senso che si raggiunga in ventiquattr’ore.

3 | Le persone fanno la differenza. Non basta pensarla politicamente nello stesso modo. Se la maniera in cui facciamo politica è per noi un valore, se la maniera in cui stiamo insieme è un pezzo della nostra identità politica, come ci prendiamo cura a vicenda di quelli che siamo, come ci ascoltiamo, come ci rispettiamo, come ci sosteniamo, è un elemento costitutivo e dirimente del nostro fare politica insieme. Penso che questo tipo di bellezza sia ciò che più manchi nella politica italiana oggi. È raro che chi fa politica stia insieme come faticosamente cerchiamo di starci ogni giorno noi. Io a questo non voglio più rinunciare.

3 cose che ci raccomando per i prossimi 3 anni

1 | Siamo partiti con l’ambizione di essere netti, radicali, insofferenti alle mediazioni al ribasso. Dicendoci “meglio niente che una cosetta”. Con l’arrivo di quattro nuovi soci parlamentari, si è chiarito che l’ambizione su cui abbiamo rifondato Movimenta in questi mesi è di lavorare per trovare nuove sintesi al rialzo nel campo progressista, dove ci stanno i socialisti, gli ecologisti, i liberali. Sono felice che abbiamo eletto un direttivo di persone che a partire anche dalle diverse esperienze e storie, oltre che dalle loro convinzioni personali — un po’ come noi cinque parlamentari iscritti a Movimenta — incarnano questo campo, questa ambizione, questa promessa di ricerca.

Faccio una piccola parentesi: noi cinque — e domani magari anche altri colleghi che vorranno unirsi alla nostra piattaforma — dovremo essere bravi non solo a non portare alcune nostre inevitabili divergenze (su dossier parlamentari?) dentro Movimenta, quando portarceli sarebbe gratis e non aggiungerebbe niente al lavoro di rielaborazione e sintesi al rialzo che citavo prima, ma anche ad evitare di condizionare il direttivo e tutta Movimenta a ricercare posizioni che abbiano come punto massimo di ambizione quello di mediare. Tra noi cinque, come pure tra altri. Movimenta deve invece avere l’ambizione di elaborare posizioni che spacchino, che si incuneino e creino crepe in un mondo fatto di posizioni di rendita ben consolidate; che spariglino, che mettano in crisi il mercato della politica, l’oligopolio della politica, a tutti i livelli di Governo, non che facciano una buona manutenzione. A fare compromessi al ribasso ci sarà sempre qualcun altro più bravo e navigato di noi.

2 | Prendere posizione (a volte) aiuta, ma raramente è sufficiente. Non basta, perché le parole le hanno tutti. Ci serve caratterizzarci per battaglie che facciamo coi corpi, per iniziative concrete, per risultati tangibili e misurabili. E poi è vero che non gestiamo chissà quale potere, ma dobbiamo dirci e dire là fuori che useremo non solo i nostri valori per decidere le politiche da proporre, ma anche tutta la nostra indipendenza e onestà intellettuale per promuovere chi ha meriti, per fare empowerment su altre e altri, per dare valore alle capacità. Tra noi qualcuno si sente più di sinistra, qualcuno più verde, qualcuno più liberale. Siamo in mezzo ad un grande esperimento, culturale e politico. Ma a me interessa che nessuno di noi nominerà mai un incompetente a Garante della Privacy. Anche se fa l’avvocato o il professore universitario. Che non aiuterà mai i mediocri ad avanzare, neppure per realpolitik.

3 | Movimenta sia il nostro baricentro. Abbiamo tutti identità multiple, compresi noi parlamentari che plasticamente, insieme, incarniamo storie politiche anche molto diverse. Ma dobbiamo fare in modo, tutti noi soci, di trattare Movimenta come se fosse il nostro nuovo domicilio. Eleggiamolo a luogo principale dei nostri interessi politici. Se serve, altrove facciamo ciò che possiamo, con Movimenta facciamo ciò che dobbiamo.

Infine, un ringraziamento. Non mi sogno minimamente di fare un lungo elenco di nomi, dovrei dare pesi diversi alle parole e dimenticherei senz’altro tante socie e tanti soci che sono stati preziosi in questi primi tre anni. Ma un nome su tutti e per tutti voglio farlo: Francesco Galtieri, il nostro neo-eletto presidente. In questi tre anni ha dato più di chiunque altro a questo gruppo. Senza Galtieri Movimenta non esisterebbe.

* * *

(Il nuovo Comitato direttivo di Movimenta per i prossimi tre anni è composto da: Riccardo Angelini Rota, Federico Calciolari, Marzia Camarda, Denise Di Dio, Valeria Ronzitti, Federica Sabbati, Alessandro Valera)

Written by

Deputato, membro Commissione VII (Cultura, Scienza, e Istruzione) e Intergruppo parlamentare su IA. Co-fondatore di Movimenta. Il resto qui: www.fusacchia.it

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store